Attività Clinica e Ambiti di Intervento

“Gli anni più importanti della mia vita furono quelli in cui inseguivo le mie immagini interne. In quegli anni si decise tutto ciò che era essenziale: tutto cominciò allora. I dettagli posteriori sono solo complementi e chiarificazione del materiale che scaturì dall’inconscio, e che da principio mi travolse nelle sue onde: ma fu esso la materia prima di un lavoro che durò tutta la vita.” (C.G. Jung, Sogni, ricordi, riflessioni, BUR Rizzoli Milano, 1998)

“Si potrebbe considerare la matrice relazionale all’interno della quale ognuno di noi vive come un arazzo tessuto sul telaio di Penelope, un arazzo il cui disegno è ricco di figure che interagiscono. Alcune rappresentano immagini e metafore intorno alle quali si vive il proprio Sé; altre rappresentano immagini e fantasmi di altri, che inseguiamo all’infinito, o dai quali fuggiamo. Come Penelope, ognuno di noi tesse e disfa, costruendo il proprio mondo relazionale, per conservare desideri, sospensioni, vendette, sorprese e lotte”. (Mitchell, 1988)

Viviamo in un contesto storico-culturale in cui siamo immersi nell’iper-adattamento alle richieste esterne, spesso investiti da una iperstimolazione.
L’homus tragicus del secondo millennio di sovente è vincolato da dei condizionamenti che tendono ad una mercificazione dei sentimenti, nonché ad un non riconoscimento dei propri principi etici e/o delle proprie più intime inclinazioni.

Come conseguenza di ciò, si assiste ad un depauperamento dell’ascolto interiore accompagnato al tempo stesso da una richiesta di aiuto sempre più impellente al fine di rivitalizzarlo. Sembrerebbe che le tematiche relative all’essenza e/o natura ontologica degli individui siano quelle più sentite e pregnanti.
E’ necessario pertanto risintonizzarsi con la propria psiche, intesa come pneuma, ovvero come quell’anima che gli antichi Greci identificavano con il soffio vitale, impegnandosi a superare il rigido dualismo cartesiano mente-corpo. La psicoanalisi, alla stregua di altre discipline sociali, culturali, antropologiche e filosofiche, ha risentito di un profondo cambiamento in virtù del quale il paradigma post-scientista sta lasciando spazio ad un paradigma indirizzato alla “generazione di significati” intrinsecamente legati alla espansione del proprio Sé “e/o alla propria coscienza introspettiva”. Attraverso la psicologia analitica junghiana viene rivitalizzata la funzione mitopoietica della psiche, grazie alla quale non solo vengono ascoltate le funzioni umbratili dell’inconscio ma si apprende anche la preziosa arte di dialogare con quelle immagini interiori dal profondo potere trasformativo.

Strumenti terapeutici

“Il sogno è una visione interiore. Il sogno è la piccola porta occulta che conduce alla parte più nascosta ed intima dell’anima, aperta sull’originaria notte cosmica che era anima assai prima che esistesse una coscienza dell’Io e che sopravviverà come anima a tutti i prodotti della coscienza dell’Io”.
(Jung, Opere, Volume X-I)