Sulla scia di quanto stiamo condividendo durante i seminari domenicali dedicati agli Yoga Sutra di Patanjali, inizio questa newsletter, prendendo spunto dal meraviglioso verso 12 del primo capitolo, dedicato al “Samadhi”:

Abhyasa Vairagyabhyam tan-nirodah
L’acquietamento delle fluttuazioni mentali
si raggiunge tramite
la pratica costante e il distacco!

Abhyasa: pratica costante

Vairagyabhyam: distacco emotivo

Tan: di quelle vrtti (riferito ai versi precedenti)

Nirodah: acquietamento, controllo

Al fine di permettere ai lettori che non hanno partecipato ai seminari sopra-citati di sintonizzarsi con questa frase introduttiva, rivolgo la vostra attenzione al tema del rinnovamento interiore e ai suoi rispettivi strumenti di attuazione, in cui lo Yoga svolge un ruolo pivotale.

A tal proposito sono lieta di condividere una breve esemplificazione che ci permette di rendere più concreto ed esperibile quanto trasmesso con ammirevole efficacia comunicativa dagli Yoga Sutra.

 Viviamo in un contesto storico e antropologico in cui veniamo spesso resi depositari di notizie relative al miglioramento della salute e del nostro benessere, che ci invitano a seguire dei programmi ad hoc miracolosi in cui l’unico impegno richiesto è quello temporale e fisico, senza coinvolgere alcuna forma di introspezione. Sappiamo quanti tasselli strutturali del modus operandi della realtà contemporanea siano orientati all’esteriorità!

Pur essendo animati da spirito critico, a volte ci ritroviamo a mettere in atto dei comportamenti e delle scelte seguendo degli automatismi indotti dai pressanti condizionamenti che il mondo reale e virtuale trasmette.

Come poter allora diventare dei paladini di una crociata orientata agli aspetti più interiori del nostro processo di trasformazione e di rinnovamento?

Ecco il saggio Patanjali venirci incontro con il saliente e meraviglioso aforisma I.XII, in cui sono protagoniste due unità tematiche propedeutiche per intraprendere tale processo. In particolare, Abhyasa, designa una pratica spirituale intrapresa con coraggio e costanza; Vairagya si riferisce al distacco emotivo dal fenomenico.

La vita è sinonimo di rinnovamento continuo e comporta una continua crescita; se intendiamo viverla con profondità fortificando le fondamenta della nostra anima, occorre probabilmente seguire e mettere in pratica il consiglio di Patanjali!

I condizionamenti mentali a cui siamo soggetti, identificati nell’opera con il termine sanscrito vrtti, spesso ci inducono a lasciarci guidare dal veloce conseguimento di performance utilitaristiche molto lontane dal fulcro primario della nostra esistenza il quale dovrebbe anelare ad una solida comunione tra il sé individuale e il Divino.

Il benessere psico-fisico può attivarsi solo attraverso – e grazie a – un profondo rinnovamento spirituale, che intrecciandosi con la corrente della contingenza, la purifica nell’atto stesso di essere esperito e coltivato anche iniziando con una pura e semplice intenzione. Il binomio corpo-mente non può prescindere dall’anima. Il paradigma che dovrebbe guidarci è quello in cui ci sentiamo e viviamo come degli esseri spirituali “karmicamente” collegati alla sfera esistenziale che ci è stata assegnata.

E’ importante sottolineare come il distacco a cui ci riferiamo in questo contesto non equivalga all’assunzione di una maschera di insensibilità verso gli altri o sé stessi e/o di assenza di empatia. Vairagya in realtà insegna a non lasciarsi condizionare da quegli aspetti fenomenici legati alla transitorietà e all’effimera ebrezza, che possono renderci vittime di euforie e/o di eccitazioni egoiche.

Ricollegandoci alla celebre affermazione di Patanjali secondo la quale lo Yoga è una disciplina che aiuta ad armonizzare le fluttuazioni e i condizionamenti mentali, possiamo intuire come Abhyasa e Vairagya fungano da colonne portanti per la pratica yogica, omnicomprensiva di posture, esercizi di respirazione e tecniche di meditazione, tese al dialogo tra le nostre anime e Dio. Un dialogo con una risonanza profonda nel substrato della nostra coscienza, il quale sorretto da coraggio, impegno e amore può accompagnarci verso la vetta del Samadhi.

Il rinnovamento interiore dimora in tale risonanza rigenerandosi nella sacra comunione di intenti!

Hari Om Tat Sat
Gaia & Hector
www.studioyogapsicologia.com

 

Benvenuti in Studio Jyotir
e
buona pratica yogica da qui all’eternità spirituale!